Il Progetto

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Il Progetto2019-05-29T15:36:20+02:00

Miglioramento delle produzioni serricole con luci LED

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Il progetto MiProled in breve

Nella pianura padana le condizioni luminose durante il periodo invernale sono decisamente scarse sia per le poche ore di luce durante la giornata ma anche per la scarsa intensità luminosa dovuta a nebbia, nubi, foschia e altre condizioni meteo non favorevoli. Questo costituisce un grosso ostacolo e limite alla produzione di quelle aziende che teoricamente potrebbero coltivare tutto l’anno grazie alle serre e che spesso si vedono costrette a interrompere la produzione o a ridurla drasticamente durante il periodo invernale.

Grazie al continuo sviluppo della tecnologia LED oggi abbiamo una soluzione ai precedentemente citati problemi. L’adozione di tale tecnologia si dimostra decisamente migliore rispetto alle lampade attualmente usate (le HPS) non solo per l’incredibile efficienza energetica ma anche perché garantisce la possibilità di regolare e modulare la luce in modo da ottenere risultati più mirati e specifici.

Il progetto intende quindi perfezionare le conoscenze tecnico-scientifiche sulla tecnologia LED e divulgare i risultati del progetto alle aziende per renderle consapevoli dei vantaggi di questa tecnologia.

Nelle attività sperimentali verranno valutati aspetti diversi della pratica di illuminazione quali intensità diverse (es. 50 e 100 micromol m-2 s-1) e composizione spettrale diversa (diverso rapporto tra luce blu e rossa). I trattamenti verranno valutati nelle diverse aziende in modo da interessare ambiti di produzione diversi lungo la filiera florovivaistica (produzione materiale di moltiplicazione, produzione di pianteda vaso fiorito da interno e da esterno, erbacee o arbustive, alga spirulina) verificando non solo la risposta della specie, ma dove possibile, anche della varietà. Nel secondo e terzo anno di progetto le prove verranno anche investigati nuovi altri aspetti (es. inserimento di luce rosso-lontano; valutazione della durata del trattamento luminoso, valutazione della luce led per l’estensione del fotoperiodo).

Gli obbiettivi operativi sono i seguenti:

a) migliorare la produttività delle serre riscaldate, nel periodo autunno invernale;
b) migliorare la qualità delle produzioni ortoflorovivaistiche realizzate in ambiente confinato;
c) individuare le produzioni ortoflorovivaistiche per le quali il sistema Led è conveniente e sostenibile sotto il profilo economico;
d) ampliare l’utilizzo delle serre e delle risorse umane disponibili presso le aziende orto florovivaistiche;
e) mettere a punto un protocollo di impiego del nuovo sistema di illuminazione, immediatamente trasferibile alle aziende ortoflorovivaistiche del Veneto.

Ripartizione tra i vari partner delle attività da svolgere

I proponenti hanno ciascuno competenze, know how e ruoli complementari. Il G.O. sarà composto da tre produttori agricoli, di cui uno leader partner; dall’organismo di ricerca, con funzione di validazione e collaudo del nuovo sistema di illuminazione; da un fornitore di sistemi di illuminazione (PP4) che
svilupperà la tecnologia in funzione delle esigenze produttive; da un organismo associativo di filiera (PP6), da un Ente di formazione (PP5) che svolgerà la formazione dei produttori agricoli e degli addetti delle aziende agricole.

Vanin Vivai s. s.

Il leader partner (LP), con sede in Paese (TV), è produttore florovivaistico autorizzato ai sensi della L. R. 19/1999, ha evidenziato la necessità di disporre di sistemi di illuminazione più efficaci per la produzione di piante in serra ed è azienda attiva ed affermata sul mercato regionale, nazionale ed internazionale nella
produzione di piante arbustive (rosa) e ornamentali da fiore in serra. Dispone di personale qualificato ad alta specializzazione e di tecnici di comprovata esperienza nel settore della propagazione (taleaggio, piantine da seme), collabora da oltre 10 anni con Istituti di Ricerca per implementare le migliori prassi e tecnologie all’interno dell’azienda, ed ha che si sviluppa in due siti serricoli, con 3,7 ettari di superficie agricola in conduzione, tutti dedicati alle coltivazioni ornamentali: dispone di 12000 mq. Di serre condizionate, 13000 mq. di ombrai e vasetterie e 12000 mq. Di vivaio a pieno campo (rosai). Dispone di 14 dipendenti, suddivisi in tecnici, amministrativi e operai. Ha già partecipato a progetti di ricerca applicata ( Regione Veneto misura 124 PSR 2006 – 2013 VALMOF).

Florovivaistica Vergerio s. s.

PP2 è pure produttore florovivaistico autorizzato ai sensi della L. R. 19/1999, con sede a Camposampiero (PD), dispone di 5 dipendenti, operai ed amministrativi, oltre ai tre soci. E’ specializzato nella coltivazione di ornamentali in serra, con 3,7 ettari di superficie agricola in conduzione, tutti dedicati alle coltivazioni ornamentali: dispone di 12000 mq. Di serre condizionate, 13000 mq. Di ombrai e vasetterie e 12000 mq. Di vivaio a pieno campo (rosai).

Zocca Natalino

PP3, azienda florovivaistica in Bussolengo (VR), ha avviato dal 2016 la coltivazione in serra di Spirulina su una superficie di circa 1000 mq., un cianobatterio di notevole interesse dall’elevato valore nutrizionale, che richiede un elevato fabbisogno di luce; dispone di 37000 mq. di superficie in coltivazione protetta, di cui
18000 mq. serre condizionate.

Università degli studi di Padova – Dipartimento DAFNAE

L’Ente di ricerca (P1), si occupa di ricerca e sviluppo nei settori delle colture protette, dell’orticoltura, della agronomia. Ha contribuito alla validazione e collaudo di numerosi progetti di sviluppo sperimentale, presso aziende ortoflorovivaistiche operanti nel territorio regionale. Il team di ricercatori proposti copre quindi il
fabbisogno di conoscenza, expertise e capacità operativa richiesti dal tema del Gruppo.

Florveneto – Associazione florovivaisti del Veneto

PP6 è la più rappresentativa associazione di produttori del settore ortoflorovivaistico in Veneto , con oltre 150 produttori associati: dispone della struttura tecnica e operativa necessaria per svolgere l’attività di animazione nel territorio regionale, l’informazione ai soci ed ai produttori orto florovivaistici del Veneto.

Tutti i partecipanti hanno già realizzato con successo progetti simili, in particolare i seguenti progetti
cofinanziati dalla Regione Veneto, attraverso AVEPA: misura 124/2010 PROBIOSER, FLOSO, VIVCOMP, ORIF, REFF, VALMOF, ecc.

Ambra elettronica s. r. l.

Il fornitore di sistemi di illuminazione (PP4) opera nella progettazione e sviluppo di tecnologie elettroniche ed illuminotecniche dal 2001, ha tra i settori di specializzazione le lampade a LED per coltivazioni di pregio in serra; oltre ai due soci, dispone di 4 U. L. (Operai e tecnici).

Pianeta formazione s. r. l.

Ente di formazione (PP5) è organismo riconosciuto dalla Regione Veneto e da sempre svolge attività di formazione alle aziende florovivaistiche operanti in regione.

Perché questi partner?

Il coinvolgimento di 3 aziende florovivaistiche consentirà di indagare ambiti diversi di impiego delle luci LED e di sviluppare protocolli colturali adatti a diversi attori della filiera. Una delle aziende è infatti rivolta alla produzione di materiale di propagazione per specie arbustive da esterno, ambito per il quale esperienze di luce LED sono quasi del tutto mancanti. Due altre aziende hanno indirizzo floricolo e sono in particolare rivolte alla produzione di piante da vaso fiorito sia erbacce che arbustive: Poinsettia Campanula e Crisantemo per PP2. Il coinvolgimento di due aziende si rende necessario per l’ampio numero di specie floricole che possono giovare della tecnica oltre che diffondere la tecnica ad un più ampio numero di aziende. Il progetto coinvolge anche un terzo partner che ha di recente avviato, nelle proprie serre, una coltivazione di spirulina, un cianobatterio di notevole interesse dall’elevato valore nutrizionale. E’ chiaro come, per questa produzione, le modeste condizioni luminose naturali invernali della pianura padana costituiscano in forte fattore limitante.

La presenza, tra i partner, di una azienda sviluppatrice di lampade LED è funzionale alla necessità di sviluppare tecnologie che, sotto la guida e la validazione del partner universitario, siano direttamente adottabili dalle aziende produttrici. La presenza, infine, dell’Università garantisce l’affinamento della tecnica secondo l’evoluzione scientifica e il controllo/gestione della sperimentazione. PP1 svolgerà prove per le coltivazioni a maggior complessità dei rilievi (semenzali).
La presenza dell’Associazione di filiera produttiva permette di verificare in questa fase i fabbisogni delle differenti tipologie di aziende orfoflorovivaistiche.

Descrizione degli obbiettivi del progetto

Il progetto mira alla messa a punto e diffusione della tecnica di illuminazione artificiale in serra con l’impiego di luci LED. Nel contesto della pianura padana le condizioni luminose durante l’inverno sono particolarmente scarse non solo per le poche ore di luce giornaliere ma anche per la ridotta intensità luminosa dovuta a nubi, nebbia, foschia ecc.. Questo costituisce un forte limite nella produzione anche di quelle aziende che sono strutturalmente predisposte alla coltivazione durante tutto l’anno (serra ferro-vetro, riscaldamento con tubi radianti e/o a pavimento) che spesso interrompono la produzione nei mesi invernali o si vedono comunque penalizzata la produzione dal punto di vista qualitativo (es. scarsa fioritura, inadeguata conformazione della pianta).

Il recente sviluppo della tecnologia LED rappresenta un’opportunità da cogliere da parte della serricoltura contemporanea. L’adozione di tale tecnologia non rappresenta solo una valida alternativa, dal punto di vista dell’efficienza energetica, alle lampade attualmente usate (le HPS) ma costituisce uno strumento nuovo anche per la possibilità di modulare lo spettro in modo tale da perseguire fini più complessi e/o specifici che vanno dall’aumento dell’efficienza fotosintetica (es. aumento della biomassa prodotta, accelerazione ciclo colturale) al controllo di parametri morfologici della pianta (es. induzione a fiore, controllo dell’accestimento e della taglia della pianta).

Le conoscenze oramai acquisite sulla tecnologia LED riguardano spesso ambienti confinati di coltivazione (camere di crescita) e poco l’impiego di luce ad integrazione di quella naturale per la coltivazione, in serra, di specie ornamentali. Ciononostante, l’evoluzione tecnologia e scientifica a riguardo consentono di vedere nel breve un riscontro pratico di rilievo. Il progetto intende quindi affinale le conoscenze tecniche e scientifiche delle luci LED coinvolgendo direttamente le aziende per renderle consapevoli dei vantaggi e acquisirne familiarità nell’uso.

Nello specifico, le attività previste riguardano il monitoraggio delle condizioni climatiche (con particolare riferimento a quelle luminose) all’esterno (naturali) e all’interno delle serre (fortemente diverse da serra a serra per caratteristiche nei materiali di copertura, delle strutture di sostegno, del grado di pulizia, dall’esposizione ecc). Queste verranno confrontate con le specifiche esigenze delle diverse specie ornamentali di interesse delle aziende e individuate e testate, già nel primo anno, alcune tra le tesi sperimentali più interessanti. Verranno valutati aspetti diversi della pratica di illuminazione quali intensità diverse (es. 50 e 100 micromol m-2 s-1) e composizione spettrale diversa (diverso rapporto tra luce blu e rossa).

I trattamenti verranno valutati nelle diverse aziende in modo da interessare ambiti di produzione diversi lungo la filiera florovivaistica (produzione materiale di moltiplicazione, produzione di piante da vaso fiorito da interno e da esterno, erbacee o arbustive, alga spirulina) verificando non solo la risposta della specie, ma dove possibile, anche della varietà. Nel secondo e terzo anno di progetto le prove, con le conoscenze acquisite man mano con le prove, si andrà a perfezionare gli aspetti già studiati, a verranno anche investigati nuovi altri aspetti (es. inserimento di luce rosso-lontano; valutazione della durata del trattamento luminoso) ma. Nel caso di specie brevidiurne, l’illuminazione artificiale sarà valutata sia per l’integrazione della dell’intensità della luce naturale senza estensione del fotoperiodo, sia per il mantenimento dello stato vegetativo applicando la tecnica della interruzione della notte o quella del cycling lighting.

I diversi trattamenti verranno confrontati con un testimone assoluto (no illuminazione) e, ove presenti in azienda, con le più tradizionali lampade HPS. Relativamente ai trattamenti di illuminazione concernenti il confronto tra spettri diversi, sarà mantenuta constante l’intensità luminosa. Composizione dello spettro e intensità luminosa saranno monitorate nel tempo con opportuni strumenti (es. spettroradiometro, quantum sensor) per la certezza degli effetti. In particolare nelle prove condotte nell’azienda agricola sperimentale (PP1), il monitoraggio delle condizioni climatiche saranno controllate in modo più puntuale in particolate per la valutazione del DLI (integrale luminoso giornaliero) e il controllo della temperatura della foglia (in particolare quando sono impiegate anche lampade HPS). I parametri che verranno presi in considerazione per la valutazione degli effetti dei trattamenti sulla pianta spaziano dalla precocità (es. produzione di un determinato numero di foglie, comparsa primo bocciolo e/o inizio fioritura), all’accrescimento volumetrico (IC= [altezza + diametro maggiore + diametro ortogonale]/3) alla produzione di biomassa (peso fresco e secco dei diversi organi della pianta) e particolare rilievo verrà dato alla valutazione dei parametri qualitativi della pianta che spesso non coincidono con il maggior accrescimento volumetrico o ponderale (indice di qualità di Dickson e quoziente di robustezza di Thompson).

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